Il 2016 mi ha spinto a creare un nuovo spettacolo di Natale per bambini, in particolare per le scuole. È nato lo spettacolo Questo Natale mi sono perso una renna.
Come spesso accade uno spettacolo nasce e viene creato a tavolino, ma solo con le varie repliche prende la forma definitiva. Ora, dopo 20 spettacoli, posso dire che sono soddisfatto e divertito da come i bambini hanno reagito alle rappresentazioni di questa ultima creazione.
Il sorriso di un bambino è più contagioso del suo morbillo. Salvatore Cutrupi
Sinossi dello spettacolo
Ho scritto sinossi così la gente capisce che sono colto, ma ho dovuto rileggere tre volte sul dizionario per capire bene cosa significasse.
Tutto lo spettacolo di Natale per bambini inizia da una renna invisibile. Lo sanno tutti che le renne magiche di Babbo Natale diventano visibili solo la notte del 24 Dicembre.
Sfortunatamente questa renna svanisce mentre sta giocando a nascondino. Provate voi a trovare una renna invisibile che si nasconde, non è una cosa facile.
Allora il Mago J le prova tutte per far tornare la renna, ma trova solo animali improbabili, come la renna maiale o la tortorenna.
Nascono così situazioni imbarazzanti per il Mago J che continua a fare apparire animali sbagliati, fino a una conclusione… che solo chi vede lo spettacolo potrà sapere.
Sono i bambini che mi indicano con le loro reazioni dove lo spettacolo funziona meglio e dove non li interessa. L’idea della renna invisibile li ha entusiasmati molto più del previsto. Per tutto lo spettacolo cercano di convincermi che loro la renna la vedono davvero.
Io questa renna la sto ancora cercando.
I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato. Keith Haring










Alcuni giorni fa ho messo in opera un nuovo personaggio che mi ha divertito molto… il finto conferenziere.
Dopo alcuni improponibili consigli aziendali ho cominciato a proporre la vendita di prodotti innovativi e improbabili: uova con due tuorli, porta pad da volante, imbuto per permettere alle donne di urinare in piedi…
C’è un termine che che è più specifico per le carte, ma alquanto poco usato: scozzare. Non stupitevi se invitando qualcuno a scozzare le carte questo vi guardi come un alieno uscito dall’uovo di Pasqua. È un termine quasi sconosciuto, anche tra i prestigiatori. Più noto è il suo contrario: accozzare, col significato di raccogliere , unire insieme, accordare. “Con i colori ci ha accozzato”, per dire che ha trovato la giusta armonia tra i colori.









L’anno scorso ho scritto e interpretato uno spettacolo chiamato “