Magicpedia. Il laboratorio di magia condivisa prende forma

Magicpedia, la magia condivisaSei mesi fa annunciavo l’inizio di un nuovo laboratorio di magia al Circolo Amici della Magia di Torino in questo articolo. Dopo un periodo di rodaggio ora sono molto soddisfatto del risultato. La serata di Magicpedia è diventato un salotto in cui incontrare altre persone con la passione della magia, per sentire le ultime novità dal mondo magico, condividere effetti e nuovi attrezzi, discutere su argomenti dello spettacolo.

I cavalieri della Tavola RotondaHo riscoperto come una diversa configurazione della sala possa cambiare l’atteggiamento dei partecipanti nei confronti di un incontro. Da sempre le serate e le conferenze si svolgono su un palco e con tutte le sedie in direzione di questo. Dopo i primi due incontri in cui i partecipanti ascoltavano e non intervenivano nelle discussioni ho voluto cambiare la configurazione. riprendendo il concetto della tavola rotonda di re Artù. Ho messo tutti alo stesso livello in cerchio, con al centro un tavolino di servizio per chi volesse fare un effetto o presentare un oggetto.

Magicpedia, laboratorio di magia con Jefte

Il risultato è stato ottimo e ora, dopo sei puntate di Magicpedia, tutti si sentono liberi di dire il proprio parere, professionisti del settore o neofiti del mondo magico.

I contenuti delle serate passate

Molti sono già stati gli ospiti di questo laboratorio e molti gli argomenti trattati. Marco Aimone, con il sua gran bagaglio di nozioni magiche, quando è presente arricchisce la serata con molte pillole di cultura e aneddoti. Davide Brizio, da ottimo ricercatore, spesso presenta una curiosità di storia della magia o un insolito principio matematico. Abbiamo parlato di magia chimica grazie a Saverio Orlando Falbo, di contact con Manuel Bruttomesso, di ventriloquia, di street Magic, di trasmissione sulla magia, di creatività e di molto altro. Tutto condito con molti effetti di magia. La ricetta perfetta non è ancora stata trovata, ma il piacere è proprio nella ricerca.

Il divertimento della ricerca è trovare sempre altre frontiere da superare, cercare sempre di progredire pur sapendo che probabilmente ci si avvicinerà sempre di più a comprendere la realtà, senza arrivare mai a capirla completamente. Margherita Hack

Molti si chiederanno, ma in tutti questo io cosa faccio? Beh sicuramente come creatore e organizzatore “dittatoriale” della serata invito gli ospiti con gli argomenti che più possono interessarmi! Ovvio! Se non mi divertissi io per primo la serata non potrebbe funzionare. In realtà ogni mese porto un argomento nuovo che mi costringe in quel mese a studiare e a documentarmi. Ogni stimolo è buono per contrastare la mia pigrizia.

Se non fosse per la mia pigrizia, potrei essere l’uomo più pigro del mondo. Guido Clericetti

 

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Un mago e giullare medioevale a Finalborgo

Jefte, giullare medioevaleDa molti anni Jefte, giullare medioevale, partecipa a Viaggio nel Medioevo a Finalborgo, con le sue strane trovate e in compagnia del suo cane invisibile. Tra spettacoli di piazza e animazioni itineranti questo evento mi ha sempre dato grandi soddisfazioni.

 

FinalborgoFinalborgo, borgo medioevale è un borgo medioevale sopra Finale Ligure di un fascino particolare. A fine Agosto il paese fa un balzo indietro di sei secoli. Viene organizzato un evento grandioso, Viaggio nel Medioevo, manifestazione cui partecipo da molti anni. Tantissimi sono coloro che lavorano tutto l’anno per l’organizzazione di questa manifestazione cui affluiscono ogni sera migliaia di persone. Sono quelli del Centro Storico del Finale, tutti volontari con una grande passione per il loro paese e per il mondo medioevale.

Per il prossimo anno la manifestazione è in forse e questo mi dispiace molto. Spero che si mettano d’accordo e facciano di nuovo rivivere il medioevo per i 4 giorni della festa.

I video

L’amico Nespolo lo Giullare, al secolo Manuel Bruttomesso, ha montato per me due bei video nuovi della manifestazione del 2016, grazie anche alle riprese di Davide Fontana.

 

 

Lavorare come giullare medioevale è affascinante. Lascia molta libertà, in quanto all’intrattenitore tutto, perlomeno quasi, è permesso. Atteggiamenti e frasi che in uno spettacolo normale sembrerebbero fuori luogo, volgari o sciocche, nel medioevo sono permesse e “perfino” apprezzate. Il giullare e in particolar modo il buffone erano gli unici che potevano deridere i poteri forti quali la Chiesa e i sovrani, senza essere immediatamente arrestati e decapitati.

Le stesse parole che dette da un filosofo gli costerebbero la testa, in bocca a un buffone suscitano allegria. Erasmo da Rotterdam

Ora volgarità e irriverenza non sono più prerogativa dei comici. Sono stati sdoganati e vengono usati da tutti, politici, giornalisti, calciatori. Tutti lavori molto meno nobili e sinceri del giullare.

Il capogabinetto? Ma come, in un ministero così grande c’è un solo gabinetto? TOTÒ, Antonio Cocozza

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Un nuovo spettacolo di Natale per bambini

Spettacolo di Natale per bambini

Il 2016 mi ha spinto a creare un nuovo spettacolo di Natale per bambini, in particolare per le scuole. È nato lo spettacolo Questo Natale mi sono perso una renna.

Come spesso accade uno spettacolo nasce e viene creato a tavolino, ma solo con le varie repliche prende la forma definitiva. Ora, dopo 20 spettacoli, posso dire che sono soddisfatto e divertito da come i bambini hanno reagito alle rappresentazioni di questa ultima creazione.

 

Il sorriso di un bambino è più contagioso del suo morbillo. Salvatore Cutrupi

Sinossi dello spettacolo

Ho scritto sinossi così la gente capisce che sono colto, ma ho dovuto rileggere tre volte sul dizionario per capire bene cosa significasse.

Tutto lo spettacolo di Natale per bambini inizia da una renna invisibile. Lo sanno tutti che le renne magiche di Babbo Natale diventano visibili solo la notte del 24 Dicembre.

Sfortunatamente questa renna svanisce mentre sta giocando a nascondino. Provate voi a trovare una renna invisibile che si nasconde, non è una cosa facile.

La renna maiale

La renna maiale

Spettacolo natalizio in una scuola materna

Allora il Mago J le prova tutte per far tornare la renna, ma trova solo animali improbabili, come la renna maiale o la tortorenna.

La tortorenna

Tortorenna

Nascono così situazioni imbarazzanti per il Mago J che continua a fare apparire animali sbagliati, fino a una conclusione… che solo chi vede lo spettacolo potrà sapere.

Questo Natale mi sono perso una rennaSono i bambini che mi indicano con le loro reazioni dove lo spettacolo funziona meglio e dove non li interessa. L’idea della renna invisibile li ha entusiasmati molto più del previsto. Per tutto lo spettacolo cercano di convincermi che loro la renna la vedono davvero.

 

Io sta renna la sto ancora cercando.

I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato. Keith Haring

 

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Magicpedia, laboratorio di magia condivisa al Circolo Amici della Magia di Torino

A Settembre 2016 il Circolo Amici della Magia di Torino (CADM) mi ha permesso di provare una nuova attività, un laboratorio di magia condivisa.

Circolo Amici della Magia di TorinoDa alcune chiacchierate con Marco Aimone, presidente del CADM, è nato un laboratorio nuovo e originale che mi ha subito conquistato. L’idea mi stimola molto e credo possa portare aria nuova al circolo e alla magia in generale

 
Magicpedia, la magia condivisaTutto la serata si basa sul concetto di conoscenza condivisa, lo stesso principio su cui è basata l’idea di Wikipedia, l’enciclopedia del sapere condiviso, cui tutti possono dare un apporto. Gli argomenti e i temi riguardanti il mondo magico sono innumerevoli e non esiste nessuno che detenga il sapere infinito di tutto. Ogni appassionato di magia ha delle conoscenze e capacità particolari che possono essere valorizzate e messe a disposizione di tutti, se presentate nella maniera giusta.

La conoscenza, per essere tale, va condivisa e fatta circolare.

Questa nuova attività ha anche lo scopo di coinvolgere le persone che spesso si sentono e si ritengono spettatori all’interno del circolo. Un circolo appartiene a tutti i soci e va vissuto da protagonisti. Dare la possibilità e la responsabilità di condividere le proprie idee è uno stimolo sicuramente positivo in questa direzione.

Magia condivisaPiù persone parlano di svariati argomenti nell’ambito della magia o più in generale dello spettacolo in base alle proprie conoscenze specifiche, a un numero che stanno studiando, a un video o un libro letto di recente, a uno spettacolo visionato o a esperimenti personali. Gli incontri non saranno delle docenze, ma delle tavole rotonde in cui ogni socio può dare un apporto in più all’argomento presentato in base alle proprie conoscenze.

Volentieri mi sono proposto per gestire e organizzare la serata, presentando i vari effetti, appoggiando i soci non abituati a parlare in pubblico, gestendo i tempi della serata, moderando le eventuali discussioni riguardanti un argomento. Questa serata si prospetta come una fucina di idee e io già pregusto la scorpacciata di nuove idee che mi permetterà di fare questa attività.

Se questa serata basata sulla magia condivisa funzionerà o meno nessuno può saperlo, ma se nella vita non si provano cose nuove, dove sta il divertimento?

Sul futuro, vago e incerto, si possono fare un’infinità di piani interessanti, meglio ancora se azzardati e improbabili, tanto niente corrisponderà alle nostre elucubrazioni, ma almeno avremo avuto il piacere di progettare.
Agatha Christie

 

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La nascita di un giullare medioevale

Come nasce un giullare medioevale o un personaggio per uno spettacolo?

Spesso c’è un lavoro a tavolino che parte dalle esigenze dello spettacolo che si vuol mettere in scena, dal carattere che deve avere il personaggio in questione e dai numeri che questo dovrà eseguire. Altrettanto sovente nasce per caso o, nell’ipotesi in cui ci si creda, secondo il destino che guida la nostra esistenza.

Creare è dare una forma al proprio destino.    Albert Camus

Tanti anni fa , Manuel Bruttomesso, mio compagno Cappello da giullaredi teatro alla scuola di Philip Radice ed esperto giullare medioevale, mi coinvolse in un suo spettacolo. Mi vestì con qualche abito che gli avanzava e per regalo di compleanno mi fece un cappello. L’originale non lo possiedo più, ma è simile a quello che uso attualmente.

Non avevo uno spettacolo, né numeri propriamente medioevali, ma mi buttai in un festival in cui ero ospite e misi in scena qualche numero, con un discreto successo.

Foto di Andrea Guermani

 

Da allora sono passati 10 anni e il personaggio è cresciuto, cambiato, si è evoluto, ma il cappello è rimasto lo stesso.

Posso dire che quel cappello è stato il seme che ha fatto nascere il giullare che ora è coinquilino del mio corpo. In alcuni eventi lo lascio libero di fare ciò che vuole. Un giullare può fare veramente ciò che vuole, le regole dell’etica e della morale nel mondo medioevale sono molto meno restrittive.

Le stesse parole che dette da un filosofo gli costerebbero la testa, in bocca a un giullare suscitano allegria.     Erasmo da Rotterdam

Particolare di affresco in una chiesaLe origini storiche

Nel mio girovagare una ragazza che lavorava nella falconeria mi fece avere questa immagine, un particolare di un affresco della chiesa di Santa Maria Assunta al Vallo di Nera (PG). Dimostra che il mio copricapo non è proprio campato in aria.

Esisteva davvero e lo portava la gente comune, posso quindi ritenermi storicamente giustificato da ciò che indosso, anche se, nonostante le dissertazioni storiche di questi ambienti medioevali, tutto ciò che rimane è il divertimento che posso portare alle persone che incontro.

 

Beato chi riesce a strappare sorrisi, anche quando il cielo è grigio.   Efisio Melis

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Targetta BlogAlcuni giorni fa ho messo in opera un nuovo personaggio che mi ha divertito molto… il finto conferenziere.

Un mese fa un’azienda mi ha chiesto di portare qualcosa di nuovo nel loro meeting aziendale. È così nato un nuovo personaggio, Bryan Villa.

Dopo tutta una mattinata di meeting il direttore regionale dell’azienda, ottimo complice in questo divertente inganno, mi ha presentato come ultimo relatore appena giunto da New York e specializzato in marketing d’avanguardia. Il risultato è stato di successo con dei risvolti inaspettati.

Finto conferenziere '16Prendendo spunto dagli anni di esperienza come finto cameriere, nei giorni precedenti ho scritto per bene il canovaccio del mio piccolo seminario fuffa. Ho preparato le slide e per studiare il personaggio ho guardato qualche filmato dei meeting motivazionali, in cui i formatori sono già la parodia di se stessi e mi fanno tanto ridere. Da qui è nato il mio ingresso: “Buongiorno, il mio nome è Bryan Villa e sono un vincente”. Grazie a questa frase stavo già sui maroni a metà della sala!

Proseguendo ho descritto a tutti un mio dettagliatissimo e noiosissimo curriculum, ovviamente totalmente inventato, descrivendo per bene gli indirizzi di tutte le numerose scuole che avevo frequentato. Qualcuno dei partecipanti al convegno in seguito mi ha detto di aver pensato che con tutti gli studi che avevo fatto si capiva subito che nella vita non avevo mai fatto una milza.

“La gente perdona a un uomo tutto, tranne un noioso discorso.”
Winston Churchill

Slide di una performance da finto conferenziereDopo alcuni improponibili consigli aziendali ho cominciato a proporre la vendita di prodotti innovativi e improbabili: uova con due tuorli, porta pad da volante, imbuto per permettere alle donne di urinare in piedi…

Non so perché, ma a questo punto non mi hanno più preso sul serio.

È stato un divertente studio del personaggio del finto conferenziere e di un certo tipo di ambiente, ma il risvolto inaspettato sono coloro che mi hanno detto che i miei argomenti erano pertinenti e istruttivi. Un partecipante al meeting in seguito ha commentato: “Lei ci ha fatto ridere, ma in realtà si vede che dietro c’era un pensiero su cui riflettere”. Giuro che questa non era mia intenzione e se lo ho fatto chiedo scusa a tutti !

“Ignoro dove l’artificiale finisca e cominci il reale.”
Andy Warhol

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Mischiare o mescolare le carte?

Mescolare le carteMi trovo spesso nei miei spettacoli ad invitare alcuni spettatori a mescolare le carte, talvolta dicendo loro “Mischia il mazzo!”.
Anni fa, chiacchierando con un noto prestigiatore, lui mi disse che il termine mischiare in realtà è tipico del sud Italia e per via indiretta del Piemonte, per tutta la contaminazione dovuta all’immigrazione avvenuta dal dopoguerra agli anni 70. Un po’ come con l’esclamazione “Minchia!” insomma.
Mi sono chiesto allora quale sarà il termine corretto?
Con una breve ricerca ho capito che i più conosciuti mescolare e mischiare sono entrambi accettati e corretti, per ogni regione d’Italia.
Questi due termini sono in realtà molto generici e sono adatti per molti ambiti, mescolare gli ingredienti, mischiare i colori…

Il destino mescola le carte e noi giochiamo.   Arthur Schopenhauer

Mescolare carte 2C’è un termine che che è più specifico per le carte, ma alquanto poco usato: scozzare. Non stupitevi se invitando qualcuno a scozzare le carte questo vi guardi come un alieno uscito dall’uovo di Pasqua. È un termine quasi sconosciuto, anche tra i prestigiatori. Più noto è il suo contrario: accozzare, col significato di raccogliere , unire insieme, accordare. “Con i colori ci ha accozzato”, per dire che ha trovato la giusta armonia tra i colori.

– Monica: Abbiamo mescolato le carte e capito come si gioca, facciamo sul serio ora!
– Ross: Sei sicura? Phoebe ha appena scartato due Jack perché le sembravano tristi!         dalla serie TV Friends

Ma potreste trovarvi di fronte a qualcuno che vi chiede di menare le carte. Non è una perversione sadica nei confronti delle carte da gioco, ma un termine non riconosciuto dal dizionario italiano, ma usato in alcune province italiane, ad esempio Como e Lecco

Ricercando tra i termini dialettali ho scoperto molte altre forme di espressione, dal calabrese ‘mbriscare al napoletano ammiscà, dal toscano ruzzecare al piemontese armnè.

E chiunque abbia da aggiungere il suo, lo faccia!

La briscola. Gioco molto semplice. L’avversario sbatte sul tavolo una carta, e voi dovete sbatterla più forte. I buoni giocatori rompono dai quindici ai venti tavoli a partita. È opportuno, prima di sbattere la carta sul tavolo, inumidirla con un po’ di saliva. Le carte prendono così la caratteristica forma a cartoccio, e la durezza di un sasso. In molti bar, per mescolare un mazzo di carte da briscola, si usa un’impastatrice.    Stefano Benni

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I temi dei bambini sullo spettacolo di magia in una scuola elementare

Due settimane fa la maestra Graziella di una scuola della provincia di Torino mi ha sorpreso regalandomi le copie dei temi che i bambini avevano fatto dopo aver visto il mio spettacolo di magia in una scuola elementare. Mi hanno fatto ridere tantissimo e ve ne ripropongo qui qualcuno.

Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.
Pablo Picasso

Racconto io. Il Mago J

Venerdì usciti da mensa abbiamo visto Mago J. 

Per prima cosa ci ha spolverati un po’ tutti e per seconda visto che diceva che c’era una mosca sui nostri nasi ha preso il ciapa mosche; poi una pistola con due mani e infine un battipanni con le punte a forma di pallone poi ha tirato fuori un pupazzo che ci faceva la pipì addosso e sapeva fare il ballo dell’indiano, ma l’ha posato nella scatola delle magie, un secondo dopo ha tirato fuori un palloncino l’ha gonfiato e BUM

L’ha scoppiato e ne ha tirato fuori uno più grande e ha tirato fuori dalla scatola un grande arnese per gonfiare il palloncino e BUM!

Anche questo palloncino era scoppiato. Allora ne ha tirato fuori un altro ancora più grande e l’ha gonfiato e non ho visto più niente, ma dopo un po’ ho aperto gli occhi e non ho visto la scena ma ci ha detto vi faccio un panettone e dopo un po’ aveva già messo dentro tutti gli ingredienti e ci ha messo dentro un fiammifero e ha bruciato tutto il panettone. Ha chiuso la pentola con il tappo; quando ha riaperto c’era una tortora bianca e il mago J ci ha spiegato che lui non aveva la patente e la tortora doveva guidare la macchina e ce l’ha fatta accarezzare.

Ce ne sono molti, con tanti complimenti dei bambini, che io ho pubblicato sul mio sito a questa pagina. Qui inserisco due temi che non ho inserito, forse perché “non mi fanno un gran pubblicità”, ma che trovo spassosi.

Gli adulti sono troppo seri per me. Non sanno ridere. Meglio scrivere per i bambini, è l’unico modo per divertire anche me stesso.   Roald Dahl

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Racconto io. Il Mago J. 

Venerdì 12 Dicembre di pomeriggio, dopo che abbiamo pranzato, è venuto il Mago J e ci ha fatto morire dal ridere con i suoi trucchi magici. Anzi mi correggo, un po’ magia, un po’ esperimento, un po’ tranquillità.

Alla fine ha eseguito una vera magia, anche se un poco disgustosa. Ha fatto apparire un colombo che, a suo dire, lo avrebbe portato a casa.

A questo punto è finito lo spettacolo e siamo rientrati in classe.

 

A1_littleA2_little

 

 

 

 

 

 

 

Racconto io mago J

Venerdì pomeriggio è venuto mago J a farci uno spettacolo. Più di un’ora ed era un po’ pazzo perché ha gonfiato un palloncino verde.

Era un po’ grande però quando l’ha gonfiato era diventato grandissimi. Tutti avevano paura che scoppiamo e allora tutti urlavano. A un certo punto il palloncino fece PUM!!!

Dopo prese un palloncino ed era molto più grande, ma molto più grande, per fortuna non è scoppiato e siamo restati tutti interi. In quel momento mi sono sentito calmo e lo spettacolo è stato bello.

Queste regole sono semplicissime, le capirebbe un bambino di quattro anni.
Chico, vammi a trovare un bambino di 4 anni, perché io non ci capisco niente!
Groucho Marx

 

 

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Le meraviglie storiche di un prodotto

La meraviglia e lo stupore sono sensazioni innate che ci accompagnano per tutta la vita. Io in qualità di prestigiatore ne so qualcosa. Da piccoli è più facile provare sorpresa, poiché la poca esperienza e i minori filtri fanno sì che i bambini si stupiscano molto più che gli adulti. Ma le possibilità di essere meravigliati non finiscono mai.

Per provare queste sensazioni non serve per forza un mago, come ci insegnano Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema nel loro bellissimo libro “L’Arte di Stupire” che consiglio di leggere per imparare a vedere il mondo con occhi diversi. Con il loro slogan “magia al popolo” ci insegnano che la meraviglia si nasconde in tutto: libri, video, edifici, azioni, parole, basta permettere alla mente di lasciarsi sorprendere.

Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti.  Albert Einstein

Dopo avere scritto “Mercante di Fuffa“, il mio ultimo spettacolo teatrale, mi riscopro quotidianamente a stupirmi di fronte ad alcune trovate pubblicitarie per reclamizzare un prodotto o anche solo per attirare l’attenzione, come ho già scritto nell’articolo Le meraviglie matematiche di un’insegna.

Mangiando un boccone in una bellissima hamburgheria in Torino, in cui la scelta degli ingredienti e dei prodotti è molto ricercata , mi sono trovato a leggere questo cartello

miaccia medioevale

Scusate la bassa qualità della foto presa al volo. Il prodotto di cui tratta è la Miaccia, specialità a base di farina di mais.

Il cartello dice: la miaccia è un prodotto tipico della tradizione valsesiana, conosciuta anche nel canavese  con il nome di miassa. La miaccia è una cialda fragrante e sottile, alimento antichissimo (risale al Medioevo) si accompagna ottimamente con formaggio e salumi. E’ una specialità a base di farina di mais Isola.

Il fatto che sia buona non è messo in dubbio, ma questo cartello mi ha fatto ridere e vi lascio rileggere la frase per capire il motivo del mio stupore per ciò che c’è ho letto.

Se non lo capite ve lo faccio notare io nel prossimo paragrafo.

Un piatto piemontese a base di mais risalente al Medioevo o è una scoperta storica straordinaria o un piccola distorsione della storia per enfatizzare l’antichità di un prodotto. Il mais arriva dall’America, che è stata scoperta dopo il medioevo. Lascio a voi decidere se il canavese avesse un mais medioevale tutto suo o se la storia è stata presa un po’ per il naso. L’importante è aver trovato un attimo di meraviglia inaspettata all’interno di una hamburgeria.

Questo mondo è una meraviglia. Non c’è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d’essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più? Una macchina nuova?  Tiziano Terzani

 

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